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  • DAL PINOT NERO...

  • ...AL CRUASE'

  • DALLA CROATINA....

  • ...AL BONARDA

LE CANTINE DELLA "STRADA"
APPROFONDIMENTI

Enoteca Reg. di Lombardia di Cassino Po a Broni

Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese

Distretto del Vino di Qualità dell'Oltrepò Pavese

 

PARTNER DELLA "STRADA"

La vitivinicoltura in Oltrepò Pavese si base su quattro colonne fondamentali che ne fanno una delle zone vinicole più importanti d'Italia.

Basti pensare che già nel 222 a.c., in quel di Casteggio, durante una battaglia del Console Marco Claudio Marcello contro i Galli Insubri, la storia narra “vino buono, popolo ospitale e botti in legno molto grandi”; più di 2.000 anni fa la vite e il vino erano rpesenti in Oltrepò.

Un'altra peculiarità è la sua posizione geografica; Thierry Dussard nel suo libro“La Magie du 45e Parallèle : Latitude Idéale des Grands Vins du Monde” scrive: “il 45° parallelo è la latitudine ideale per i grandi vini del mondo: è nella fascia che va dal 40° al 50° parallelo che si incrociano la freschezza lunare del Nord e il calore solare del Sud”, bene per chi non lo sapesse il 45° parallelo attraversa l'Oltrepò Pavese nella sua fascia collinare, 45° parallelo che attraversa anche altre zone vitivinicole famose come Bordeaux in Francia e Napa Valley in California.

Altri due concetti sono alla base della vitivinicoltura dell'Oltrepò Pavese, due concetti che s'intrecciano con uno dei vitigni più famosi al mondo, il Pinot nero. Alla fine dell'800 il Conte Vistarino di Rocca De' Giorgi e il Conte Gancia iniziarono a produrre, con il metodo Champenoise (rifermentazione in bottiglia tipica dello Champagne) un vino spumante con base Pinot nero. Tutto ciò ha portato l'Oltrepò Pavese, in un secolo di storia, ad essere la terza zona mondiale per produzione di uve Pinot nero. Ancora oggi è possibile osservare qualche raro cimelio del passato etichettato con la scritta "Champagne dell'Oltrepò".

Su queste quattro colonne storiche si può riassumere la vitivinicoltura del territorio che vanta 13.500 ettari vitati e lo pone fra le prime quattro storiche Denominazioni d'Italia per estensione e volumi produttivi. Sulle colline oltrepadane i vitigni più rappresentativi, oltre al Pinot nero, sono: Croatina, Barbera, Riesling e Moscato. Il bianco più caratteristico è il Riesling; il vino della tradizione è il Bonarda, la cui produzione tocca i 20 milioni di bottiglie, un evergreen da bere in ogni momento dell'anno per creare calore e allegria, un prodotto che sorprende per piacevolezza e versatilità; il rosso più importante da un nome evocativo è il Buttafuoco che ha dato vita anche a un club di produttori.

La grande storia spumantistica del Pinot nero ha dato origine al “Cruasé'”, marchio collettivo del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, riservato ai soci, che identifica le bollicine Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG rosé da uve Pinot nero; vinificato in bianco il Pinot nero dà origine anche spumanti Metodo Classico D.O.C.G. e Medoto Martinotti (Charmat); vinificato in rosso dà origine a un vino che pur mantenendo una certa tipicità, si posiziona fra i grandi rossi internazionali. Insomma in Oltrepò Pavese si possono scoprire e gustare “tutti i colori” del Pinot nero.

Tant'è vera la storia vitivinicola dell'Oltrepò Pavese che a febbraio 2016 la Provincia di Pavia ha avviato degli incontri per discutere la costituzione di un Comitato Promotore a sostegno della candidatura dell'Oltrepò Pavese vitivinicolo a bene immateriale Unesco.


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